Wwoof mon amour

Wwoof mon amour
Altri amici sono partiti, oggi. Ho appena letto quello che hanno scritto sul nostro “wwoofers journal” e mi sono commossa, ancora una volta. 
Aprire, anzi spalancare 4 anni fa le porte della nostra famiglia e del nostro piccolo maso ha cambiato la nostra vita completamente, e con un po’ di orgoglio posso dire che ha cambiato un po’ anche la vita dei nostri ospiti/wwoofers/amici.
Ogni volta che arriva qualcuno, si scatenano nuove energie, nuove prospettive, allegria e motivazioni.
E’ come vedersi in uno specchio: l’abitudine alla propria vita quotidiana a volte la fa sembrare banale e un po’ faticosa, ma quando qualcuno di “estraneo” la condivide con te, ti rendi conto di nuovo di quanto speciale e affascinante sia.
E i bambini!! E’ uno spettacolo vederli accogliere sempre nuove persone, completamente aperti a qualunque lingua, colore, abitudine, cibo, religione.
Abbiamo festeggiato Sukkoth e You Kippur, fatto la colazione americana e canadese, ascoltato di viaggi in tutto il mondo, imparato a dire buon appetito in mille lingue…
E mi viene tristezza quando qualcuno mi chiede se non ho paura, se mi fido, se non mi scoccia avere estranei che girano per casa. Io ho paura solo di due cose: dell’ignoranza e della grettezza. Perché sono le madri del razzismo, dell’intolleranza e della chiusura.
Uno dei nostri wwoofers (che, per inciso, tornerà quest’estate e starà con noi 3 mesi) appena arrivato ci ha regalato un quadretto con su scritto:
THERE ARE NO STRANGERS, ONLY FRIENDS WHO HAVE NEVER MET
 (non esistono estranei, solo amici che non abbiamo ancora incontrato)
Ecco, questo è il wwoof, e questa è la vita, per noi.


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