Gardening in New York: vietato lamentarsi!

Gardening in New York: vietato lamentarsi!
Stiamo sempre qui a lamentarci! No davvero, fateci caso: conoscete qualche agricoltore che non si lamenta (o un qualsiasi essere umano appartenente a qualunque sotto-gruppo)? 
Ovviamente parlo anche per la sottoscritta. Mi lamento, sì!
– La burocrazia mi uccide
– Vorrei un terreno in piano, cheppalle ‘sti sgrebeni
– Ci sono le lumache!
-Fa troppo caldo!
-Oddio, ma piove sempre?!?
-Perché non ho 30 ettari sull’Alpe di Siusi (seee, vabbé)??
– Il mondo non mi merita….
Ecc Ecc Ecc
Ecco perché dico che viaggiare fa bene, benissimo. Rimette le cose nella loro giusta prospettiva. E’ solo con il confronto che riusciamo a: smettere per due ore di lamentarci, essere creativi (sempre in quelle due ore, eh), essere obiettivi almeno un pochino su ciò che ci circonda.
New York, Lower East Side, neighborhood veramente sgarrupata (non ho mica capito come ci siamo finiti, ma tant’è…). Ad un certo punto lo vedo: alta cancellata, rete di protezione, presidio di umanità. Un micro giardinetto, molto curato, pieno di piante. Circondato dai palazzoni.
E realizzo che sono giorni che (a parte il Central Park) non calpesto altro che cemento!
Leggo: è un orto comunitario. Questo ente gestisce, tramite volontari locali, micro aree di verde fra un palazzo e l’altro, strappandole al degrado (ci provano…) e rendendole fruibili da chi magari al Central Park manco ci pensa.
Mi prende un senso di tenerezza infinita. E qui davvero percepisco la potenza del richiamo del contatto con la natura, con un po’ di verde, con la terra vera, quella sporca. No perché si fa presto a sentire il richiamo quando dalla finestra si vedono cime innevate/verdi/giallerosse, quando un asino raglia per darti il buongiorno tutte le mattine e le pecore ti chiamano a squarciagola.
Ma trovo eroico sentire lo stesso richiamo qui! E fare qualcosa per rispondere! 
Aggiungo che per un paio d’ore ho smesso di lamentarmi, il new mantra era: checulocheculocheculo!
La pianto qui e lascio la parola alle foto. date un’occhiata e smettete di lamentarvi per almeno due ore (mi rivolgo calorosamente ai contadini che mi leggono)!

Questo è l’orticello sospeso di una scuola nelle vicinanze (all’ingresso c’era scritto per favore di non portare droga a scuola, grazie!)

Questo è un po’ inquietante…


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