Il menù di marzo e “plastica, che fare”

Il menù di marzo e “plastica, che fare”

Disclaimer: come sempre, se volete il menù di marzo, basta che andate subito in fondo al post. Se vi prendete 3 minuti per leggere, magari quando venite a mangiare al maso ne parliamo “live”, di quello che scrivo…

Sono mesi che mi frulla in testa: penso ad altro, ed ecco che fa capolino lei, L’Idea Fissa! Mai successo, a voi? Magari una cosa che non c’entra proprio nulla con quello che state facendo, magari che sgomita in una selva di mille cose sicuramente più urgenti da fare/pensare/programmare. Nel mio caso di solito ha a che fare con “quello-che-è-giusto-ma-mi-fa-fatica”!  Ma, come dico sempre, le persone troppo coerenti mi spaventano. E sono un po’ antipatiche. Io non voglio essere antipatica. Per cui resto simpaticamente cialtrona.

Stavolta però è troppo tempo che vivo la contraddizione. E’ il momento di agire.

Parliamo di PLASTICA. Di oggetti di plastica. Quanti ne abbiamo intorno? Troppi. Siamo talmente abituati che non ce ne accorgiamo nemmeno più.

Devo far mente locale per ricordarmi che i piattini colorati presi per le feste dei bimbi da una nota catena nordica di mobili sono plastica (riutilizzabili, ma sempre plastica). Gli utensili della cucina sono quasi tutti in plastica. Gli spazzolini da denti e il dentifricio sono plastica. Moltissimi dei nostri vestiti sono plastica (anche se siete fighi e comprate quelli in plastica riciclata, è sempre lei)…tra l’altro è pure brutta! E quando la mettete in lavatrice rilascia micro-particelle che entrano nel ciclo dell’acqua…

La questione è: ci ripuliamo la coscienza con “IL RICICLO”, magari “creativo”…è una cretinata! La plastica non va comprata! E io ne compro, a tonnellate, anche se ci sto attenta, anche se non vorrei, anche se poi differenzio come un’esaltata, smembrando buste di carta con l’insertino trasparente in plastica (chi è il genio che le ha inventate?!?). Anche se professo “Lana uberalles”…

Se la compriamo, per bene che vada viene riciclata una volta, ma poi entra nel ciclo biologico dello smaltimento della materia…è inevitabile. Mica crediamo che sparisca perché la ricicliamo?

Il riciclo va benissimo, intendiamoci. Ma è solo un “contenimento del danno”, non una soluzione. E io sono stufa di contenere i miei danni.

Lo ripeto spesso, e senza retorica: vivere la vita che sto vivendo quassù da 18 anni imprime consapevolezze, ti mette di fronte quotidianamente all’intimo legame fra te e la Terra (nel senso più ampio possibile). La Materia, quella naturale, tocca corde talmente profonde che potremmo chiamarle “etologiche”. Non si torna indietro.

Ma un conto è la consapevolezza, un conto è la pigrizia consumistica. Ne siamo imbevuti. Io per prima.

So benissimo che non posso eliminare la plastica. Non dall’oggi al domani. Forse mai. Ma ho deciso di fare qualche piccolo, nuovo sforzo. Ho deciso di circondarmi di cose belle. Di accorciare la distanza fra la mia famiglia e la Materia. Di aver cura non solo di “cosa”, ma anche di “come” viene prodotto e “da chi”. Lo faccio per il cibo, perché non dovrei farlo per il resto?

So che sarà faticoso, che sarà probabilmente più costoso, che ci saranno momenti in cui cederò alla tentazione…io ci provo.

Da dove cominciare?

Spazzolini da denti in legno

Utensili da cucina autocostruiti in legno

Ceramica e vetro per i contenitori (lo so che sono più pesanti…mica ho detto che sarebbe stato facile!)

Stoffa per coprire gli alimenti (qui ci devo lavorare, ma ho qualche idea…)

 

Per adesso parto da qui. I suggerimenti sono ben accetti. Se avete sperimentato soluzioni utili e che funzionano, let me know!

Il menù di marzo è in linea con questo mood “back to the roots”, radici e semplicità. La stagione è quella giusta per essere semplici, per gli ingredienti che una volta permettevano di superare l’inverno in montagna. Crauti, farina di mais, patate, mele, uova. Eccolo:

MENU’ DI MARZO

Tortello fritto ripieno di crauti e le nostre delizie in vasetto

Zuppa al Nosiola “Le Frate” Pravis con crostini di pane

“Sbrisolona” di farina di mais e patate, verdure stufate e quenelle di formaggio fresco

Dessert del maso

 

 



2 thoughts on “Il menù di marzo e “plastica, che fare””

  • Da qualche anno cerco di limitare la plastica. Anche perché leggendo e informandomi ho scoperto per esempio che a contatto con i cibi non è proprio” salutare”. Per esempio, la plastica a basse temperature {congelatore} oppure acqua calda {mentre laviamo i piatti oppure in lavastoviglie o normalmente a contatto con i cibi caldi } rilascia una sostanza detta benzene. {Cancerogena}
    …..insomma se riesco evito!
    Specialmente ho notato che tutto ciò che è destinato ai bambibi è fatto di plastica. {Biberon, bicchierini, piattini di plastica che tengono calde le pappe….

    Un abbraccio

    • Ciao,
      anche io sto attenta da sempre. Ma adesso sento il bisogno di fare un “upgrade” 🙂
      Se hai suggerimenti specifici, magari qualcosa in particolare che sei riuscita a sostituire e che funziona bene, sono tutta orecchi. Più ci scambiamo suggerimenti, più si diffondono le pratiche “buone”.
      Un abbraccio
      Vea

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