Un addio, un benvenuto e la verità sugli animali al maso

Un addio, un benvenuto e la verità sugli animali al maso

Oggi mi fermo e vi racconto quello che è successo al maso nelle ultime settimane. Sono cose importanti, e non voglio relegarle a mere info nel prossimo post sul menù del mese.

Lo spirito di questo farm-blog è di raccontare la vita che facciamo qui, le decisioni che prendiamo (e che dobbiamo prendere), le gioie e le soddisfazioni. I progetti. Ma anche le parti “scomode” (e sono tante) della vita e del lavoro quassù. Perché è chiaro che vivere e lavorare in un’azienda agricola è spesso scomodo, sporco e faticoso. Ma non solo…a volte devi fare delle scelte e qualche volta queste scelte sono anche un po’ dolorose.

Abbiamo venduto le nostre tre asine! Ecco. L’ho detto. E l’ho fatto. Sono state accolte in un agriturismo bellissimo, gestito da cari amici e colleghi di cui ci fidiamo ciecamente (Agritur Dalaip dei Pape, andate a vedere). E, a dirla tutta, mi sa che staranno meglio lì che qui. Ma questo non cancella che è stato un passaggio difficile e sofferto.

Heidi, Mafalda e Rudola erano con noi dall’inizio: sono i primi tre animali che abbiamo preso quando abbiamo aperto l’azienda. Non sapevamo bene dove volevamo andare, ma sapevamo che un maso senza animali non è un maso. E con noi hanno vissuto lavoro e avventure. Ci mancheranno.

Dopo di loro sono arrivate le galline, le capre, le pecore. Le capre non ci sono più, le pecore sono aumentate.

Perché le abbiamo vendute? Perché, dopo lunghe discussioni, calcoli, ripensamenti e dubbi, abbiamo deciso che stavamo diventando troppo dispersivi: siamo un’azienda micro, la forza lavoro è la nostra e non siamo supereroi. Dopo 7 anni di esperienze, abbiamo capito la nostra misura. Abbiamo capito che ogni piccola aggiunta in azienda comporta, in proporzione, molto lavoro in più. Abbiamo capito che non possiamo permetterci di tenere animali solo per il piacere di averli con noi. Può suonare brutale, ma è la verità. E non vale solo al Mas del Saro. Qualunque allevatore ama i suoi animali. Ma sono anche il suo lavoro. E’ una commistione difficile da gestire, a volte. Ma è necessario gestirla: altrimenti lavoriamo male noi, e stanno male loro.

Perché l’azienda agricola è, a tutti gli effetti, un’azienda vera. Anche se la passione per i tuoi animali, per i campi, per le piante non può mancare (altrimenti è impossibile fare questo lavoro), è necessario e importantissimo essere sempre razionali e consapevoli di come vogliamo e dobbiamo impiegare le ore di lavoro. Sono tante, tantissime. E non le calcoliamo mai. Ma ad un certo punto si devono fare delle scelte.

E abbiamo scelto.

Abbiamo scelto di razionalizzare finalmente l’allevamento delle pecore. Cosa voglio dalle mie pecore (visto che non le mangiamo)? Voglio lana bella, morbida, da filare ed infeltrire. Per noi e da vendere.

E quindi, al piccolo gregge che già avevamo, si sono aggiunte alcune Bergschaf, nere e marroni. Bellissime.

 

 

 

 

Eccole qua.

Sto già filando la loro lana e infeltrendo. Credo di aver fatto la scelta giusta. Non posso dire “comincia una nuova avventura”, perché non è nuova. E’ solo più consapevole.

Il Mas del Saro sta “crescendo”: non in termini quantitativi, ma in qualità. 

 



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