Ferragosto specialissimo al Mas del Saro: ecco come è stato

Ferragosto specialissimo al Mas del Saro: ecco come è stato

Non puoi non scrivere un post, dopo un Ferragosto così. Non puoi, perché servirà da “tonico” nei momenti difficili (che ci sono, e pure spesso). Non puoi, perché le persone che ieri erano nella tua sala meritano di essere ricordate. Non puoi, perché ieri è stata davvero una giornata speciale.

Ore 12.30: sala piena, tutto prenotato. Si presenta un motociclista inatteso: in realtà era atteso la domenica precedente, ma ha dato buca. E’ sempre un po’ spiacevole quando chi prenota non si presenta (non succede spesso). Questo signore però ha fatto una cosa che non mi sarei mai aspettata: si è presentato ieri per scusarsi, mangiare e mi ha portato un regalino. Non ci eravamo mai incontrati prima, e forse non ci incontreremo più. Ma questo gesto non lo scorderò (nemmeno alla prossima “buca”).

In sala intanto si accomodano gli ospiti: ben 2 famiglie sono arrivate al Mas del Saro seguendomi su Instagram. Hanno fatto un piccolo viaggio per essere con noi a Ferragosto. Finalmente non siamo più un nickname, o una faccia dietro ad uno schermo: siamo reali, ci abbracciamo e ci baciamo come se ci conoscessimo da sempre. Io sono cresciuta senza i social, a volte li odio, a volte li maledico, a volte prendo una pausa. Ma non dimentico che negli ultimi anni mi hanno fatto incontrare persone fantastiche, di cui non avrei mai immaginato l’esistenza. Basta avere il coraggio di uscire dallo schermo.

Ore 14.30: un simpatico signore, a pranzo con la famiglia, decide di essere sincero. Mi dice “senti, siamo finiti qui per caso, e se avessi saputo che fate cucina vegetariana non sarei nemmeno venuto…e mi sarei sbagliato di grosso! Ho mangiato benissimo e non mi sono nemmeno accorto che non c’era la carne!”. A volte penso che non dovrei nemmeno segnalare che facciamo cucina vegetariana…perché in realtà la nostra cucina è, semplicemente, una cucina senza carne. Non c’è ideologia, dietro questa scelta. Non attribuisco ai miei menù un così denso valore emotivo e politico. Semplicemente, parto dai miei prodotti agricoli, e compongo un menù che mi piaccia. Credo che questa semplicità traspaia e far felice anche il più inveterato dei carnivori è la mia soddisfazione più grande.

Infine, arriva la sera. Solo due tavoli. Si lavora con calma. Ad un tavolo, ospiti di “vecchia data”, ormai amici, direi. Accettano il mio invito a lasciare una recensione “analogica” (ovvero: scritta su un foglio di carta che io attacco alla parete di legno dell’agritur). La frase è:

Non per la quota, ma il paradiso è qui

Vado a letto felice!

 

PS Poi, siccome sono Vea e non sono una smielona sdolcinata, vi aggiungo che stanotte mi è salita la febbre a 39, ho sudato come un cammello e mi sono svegliata sfebbrata e rintronata come un cocomero!



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